Sunday, January 06, 2008

Capodanno 08: OnLy OnE WisH for this 2000 EIGHT!


Buon 2008 a tutti voi ai 5 lati di questo pazzo pianeta...
Un unico e semplice augurio per il 2008:
riponete fiducia nei vostri sogni.
Da quando sono bambina, mia madre mi ripete questo: abbi fiducia!

Feliz 2008 a todos ustedes en los 5 lados de ese loco planeta...
Un solo y sencillo deseo para ese 2008: confien en sus suegnos.
Desde hace cuando era una nigna, mi madre solia y suele repetirme en la oreja lo mismo: confia!

Happy new year to you who live in the 5 corners of this crazy planet...
Only one wish for 2008: trust in your dreams.
Since when I was a child, my mother uses and used to tell me the same: trust!

Settembre 07: il mio primo articolo su rivista specializzata! IL DIRITTO DI NASCERE SANO!

Nel 2006 nel mondo più di 540. 000 bambini al di sotto dei 15 anni hanno contratto il virus dell’HIV. Oltre il 90% di questi bambini entrano in contatto con il virus direttamente alla nascita, per trasmissione "verticale" da parte di madri sieropositive.

Il numero di bambini che ogni anno divengono sieropositivi potrebbe essere più che dimezzato, se le donne incinta affette da HIV ricevessero un pacchetto di servizi di assistenza prenatale, tra cui i farmaci antiretrovirali che rallentano l'avvento della malattia vera e propria (AIDS). Estendere l'accesso ai servizi previsti dai programmi di prevenzione della trasmissione madre-figlio del virus rappresenta uno dei quattro pilastri (le "Quattro P") della campagna "Uniti per i bambini, uniti contro l'AIDS", inaugurata il 25 ottobre 2005 da UNICEF, UNAIDS e da altri partner con l'obiettivo finale di una generazione libera dall'HIV/AIDS. Le altre 3 P mirano a realizzare progressi nei campi della prevenzione primaria, delle cure pediatriche e della protezione dei bambini affetti dall'AIDS – e sono di vitale importanza per invertire l'impatto della malattia.

In America Latina e i Caraibi, l’obiettivo e’ fornire servizi adeguati al 100% delle donne che ne hanno bisogno. Purtroppo, attualmente meno del 30% delle donne che necessitano di tali servizi ne usufruiscono effettivamente. 22 dei 24 paesi della regione registrano una prevalenza dell’HIV intorno al 1% tra le donne incinta. Nonostante la esistente prevalenza questo dato, l’accesso ai servizi di prevenzione della trasmissione verticale continua ad essere limitato da una serie di fattori sociali, tra cui la disuguaglianza tra le donne, la scarsa educazione e la poverta’ persistente. Senza azioni preventive, quasi un terzo dei bambini nati da madri sieropositive potranno contrarre il virus. Senza cure pediatriche, un bambino su due muore prima di compiere 2 anni.
“Fornire i servizi di prevenzione della trasmissione verticale alle madri e’ la nostra priorita’ a livello regionale. Nonostante esistano interventi efficaci, ogni anno centinaia di migliaia di bambini nascono con l'HIV, e molti di essi muoiono nel corso del primo anno di vita", afferma Nils Kastberg, il Direttore generale dell'UNICEF per America Latina e i Caraibi. Accelerare la copertura dei servizi contro l'HIV/AIDS nei paesi che più ne hanno bisogno e fornire trattamenti antiretrovirali di lungo periodo per mantenere le madri sieropositive in buone condizioni di salute sono i baluardi di azione dell’UNICEF a livello regionale.

La risposta alla prevenzione della trasmissione verticale a livello regionale e’ variegata e amplia; va dall’aumentare la disponibilita’ del test dell’HIV per le donne incinta, includendo l’accesso ai servizi di consulenza psicologica per le donne sieropositive, all’ investire nella ricerca sui metodi di nutrizione alternativi all’allattamento al seno per le donne incinta sieropositive.
Una delle iniziative piu’ riuscite dell’UNICEF in questo campo e’ l’alleanza LSS – Lazos Sur Sur (Lacci Sud –Sud) - che da settembre 2004 vede impegnato in prima linea il governo brasiliano. Attraverso il Programma Nazionale di AIDS, il governo si e’ impegnato ad offrire accesso universale al trattamento antiretrovirale in Bolivia, Capo Verde, Guinea Bissau, Nicaragua, Paraguay, Sao Tome e Principe, e Timor-Leste, paesi con un minimo comune denominatore – la prevalenza dell’HIV e’ relativamente bassa e potenzialmente controllabile. L’iniziativa LSS si inspira a un modello di diritti umani, alquanto innovativo, basato sulla responsabilita’, l’autonomia e la mutua collaborazione dei governi dei paesi partecipanti.
L’iniziativa mira a raggiungere l’accesso universale alla prevenzione, al trattamento e alla cura, fondato dul diritto di ogni popolazione a sapere come proteggersi dal virus dell’HIV; conoscere il proprio stato sieropositivo; ricevere un sostegno psicologico prima e dopo il test dell’HIV; ricevere servizi di cura e trattamento per prevenire la trasmissione del virus.

Da allora, progressi significativi sono stati raggiunti soprattutto perche’ la maggiorparte dei governi si sono impegnati ad istituzionalizzare i programmi di prevenzione della trasmissione verticale all’interno dell’iter comune dei servizi dei sistemi sanitari locali.
Si registra un consistente e positivo cambiamento in piu’ di 10 su 24 paesi della regione - Ecuador, Peru, Guyana, Brasile, Cile, Argentina, El Salvador, Jamaica, Repubblica Dominicana e Cuba – dove l’80% delle donne incinta acceddono regolarmente ai servizi di prevenzione della trasmissione verticlae e accettano di farsi il test dell’HIV, rendendo cosi’ fattibile il raggiungimento dell’obiettivo del 100% entro il 2010. Nonostante le cifre danno una visione positiva della situazione corrente, forti disuguaglianze esistono nella regione, basti pensare che in Ecuador e Bolivia solo il 30% delle donne incinta usufruisce regolarmente dei servizi di prevenzione della trasmissione verticale.

Grazie a LSS, Nicaragua e Bolivia hanno istituzionalizzato un Piano Strategico Nazionale per combattere la epidemia. In particolare Nicaragua ha avviato la prima distribuzione di trattamento antiretrovirale nella regione e l’addestramento di personale del sistema sanitario. Oggi 10 su 17 regioni del paese nicaraguense offrono i servizi di prevenzione della trasmissione verticale e 50 su 153 municipi hanno disponibile il test dell’HIV con un aumento del 400 % della richiesta del test a livello nazionale. Paraguay ha ampliato in modo significativo il programma di prevenzione della trasmissione verticale in tutte le 18 regioni sanitarie passando da 4 709 a 35 000 donne incinta esposte al test dell’HIV, che implica un incremento del 300%.
In Guatemala, nella capitale, il progetto della Clinica 17 nell’Ospedale Roosevelt, finanziato dal Fondo degli USA per l’UNICEF, offre il test gratuito dell’HIV a piu’ di
11. 000 persone, e il trattamento antiretrovirale a 1. 500 pazienti e 50 bambini sieropositivi. La situazione nella Clinica 17 ha migliorato tanto che il tasso di trasmissione verticale e’ diventanto simile a quello di Toronto, in Canada.

Dei paesi leader della risposta regionale, il Brasile si avvicina piu’ di tutti all’obiettivo della Campagna – raggiungere il 100%: tra il 1996 e il 2005 i casi di trasmissione verticale sono diminuiti del 51.5 % (669 casi in 2004, 530 casi in 2005, 109 in giugno 2006). Nonostante i miglioramenti, una forte disparita’ di accesso ai servizi di prevenzione verticale continua ad esserci tra le regioni del paese: nel nord-est il 35% delle donne incinta ha ricevuto il test durante l’attenzione pre –parto, mentre nel resto del paese si registra una copertura del 63%.

La fragilita’ dei sistemi sanitari e l'insufficiente numero di operatori sanitari professionisti, di medicinali ed attrezzature adeguate rappresentano i maggiori ostacoli per la diffusione e l’ampliamento dei programmi di prevenzione della trasmissione verticale nella regione. Inoltre, le comunità locali non sono sempre coinvolte nella fase di pianificazione e realizzazione dei programmi.

A livello regionale, i fondi per la lotta all'HIV/AIDS provenienti dai paesi donatori sono aumentati considerevolmente negli ultimi anni: ciononostante, i bambini non hanno ancora ricevuto la loro giusta parte. UNICEF continua a fare advocacy affinche’ i paesi donatori possano investire di piu’ nei programmi per l'infanzia, in questo caso nella prevenzione della trasmissione madre-figlio, affinche’ ogni bambino nel futuro nascere con il diritto di essere sano, senza il rischio di contrarre il virus dell’HIV. BOX – Come la comunicazione puo’ ridurre il rischio di trasmissione verticale: il caso di Ecuador

L’ 0.3% delle donne ecuatoriane e’ sieropositivo e 1.000 bambini sono soggetti al rischio di contrarre il virus attraverso la trasmissione verticale. Durante il secondo semestre del 2006, l’agenzia di pubblicita’ Norlop JWT, insieme all’UNICEF e al Ministro di Salute, hanno sviluppato la campagna di comunicazione pubblica per diffondere in tutto il paese la coscienza di prevenire la trasmissione verticale ed incoraggiare il pubblico ad effettuare il test dell’HIV in modo volontario e confidenziale. Uno spot innovativo per la radio e televisione ha marcato il segno: mostra a un padre che, mentre bacia la pancia di sua moglie incinta, e’ incoraggiato dal suo bebe’ dentro la pancia a sostenere la donna a farsi il test dell’HIV. L’iniziativa ha fortemente sensibilizzato la popolazione facendo duplicare il numero dei test dell’HIV eseguiti dalle donne incinta: da 7.132 nella prima meta’ dell’anno 2006 e’ arrivato a 12.656 nella seconda meta’. Cio’ dimosta che piu’ del 50% delle donne incinta ecuatoriane ha voluto sapere di piu’ sul loro stato di salute. Si stima che in Ecuador 170 donne incinta sono sieropositive e che 148 di loro ricevono il trattamento antiretrovirale, riducendo cosi’ il numero di bambini ecuatoriani che sarebbe potuti nascere sieropositivi. Il caso dell’ Ecuador ci dimostra come la alleanza con il settore privato e i mezzi di comunicaizone sia una componente essenziale per una prevenzione primaria effettiva.


Anna Berardi,
Assistant Programme Officer – HIV/AIDSUNICEF TACRO (The Americas and Caribbean Regional Office)

Settembre 07: Telling stories in Peru!




Miei cari compatrioti, amici, vicini e lontani!

per quanti si stiano domandando che fine io abbia fatto, da quando sono partita da Roma quel "lontano" 13 luglio scorso (rischiando per l'ennesima volta di perdere il mio aereo - correndo e sudando, un grazie di cuore a Damiano che e' stato la chiave della svolta!).

Ho fatto la dolce fine di chi ritorna a lavorare sul campo e deve riabituarsi al ritmo, ai contenuti, al clima, agli obiettivi, al cibo, insomma - alla vita reale - dopo le vacanze!
Senza considerare che in meno di due mesi ho cambiato 3 scenari allo stesso tempo
- 1. uno stop over a Cuba Habana di due giorni e mezzo super intensi con tanto di lacrime alla partenza per separarmi dalla famiglia che mi aveva ospitato ( a presto il diario di viaggio cubano);
- 2. un atterraggio tranquillo a Panama, ho rinnovato il contratto per un altro anno, pur se mi rendo conto che vivo in un porto franco dove nulla e' reale, ma tutto e' costruito per dare piacere, per fare affari, per commerciare .... un porto franco nel bel mezzo di campagne lasciate a se' stesse e dove le persone vivono con 200 dollari al mese;
- 3. un incontro con il Peru', questo paese malinconico e introspettivo.... da circa 15 giorni mi ritrovo di colpo a far i conti con la vita in Lima. Il libro di Mario Vargas Llosa (letto da poco) "Travesuras de la nina mala" mi ha preparato a questo periodo di lavoro e vita peruviano che dura 6 settimane.


Il mio adattamento alla citta' delle nebbie nel mezzo del deserto peruviano e' stato forte. Non capita tutti i giorni di passare dai 35 gradi ai 15 con tanto di raffreddore. Lima e' una citta' dura, per il clima e le dimensioni. Ha una cappa grigia costante (stile Milano) ed una estensione di quasi 10 milioni di abitanti. Per uscire da qui ci vogliono almeno 3 ore - passando per quartieri fatiscenti - qualche giorno fa siamo passati dalle periferie - baraccopoli su baraccopoli, costruite su montagnole effimere. Case costruite un mattoncino su un altro, con tetti di alluminio che uniscono un filo di indumenti stesi a un altro e chi vi abita e' senza riscaldamento (e siamo a 15 gradi con una umidita' pazzesca, parliamone!)... Non sanno cosa sia un termosifone!

E aspettano il giorno in cui il sole retorna, una attesa di timore - dicono che il cielo nuvoloso sia una maledizione degli Incas, per condannare Lima ad essere la causa della contaminazione urbana nel Peru'. Attendono il sole con timore perche' quando esce fuori dalla cappa nuvolosa e' portatore di un messaggio mistico degli Dei - generalmente e' segno di squilibri e mutamenti - l'ultima volta che e' uscito il sole e il cielo blu a Lima e' stato il 15 agosto - dopo mezz'ora la terra si e' mossa, risultato il terremoto di 9 gradi.

Raccontano che Lima abbia il piu' alto tasso di suicidi di tutto il Sud America, perche' qui - devi lavorare come un negro per vivere come un bianco- e sotto un cielo senza sole. L'altro giorno per la prima volta ho parlato con una persona che ha tentato di suicidarsi diverse volte senza suceso… era un tassista vivace, un giovanotto che aveva problemi nervosi e che sa tutto sui rimedi naturali per il cuore. Incontro toccante!

Lima e' una urbe dura ma elegante, "La ciudad de los reyes" - barocca e culturalmente vivace - dopo la Panama dei commerci, mi sorprende l'offerta culturale - mille i concerti ed iniziative. La cucina e' gourmet, ha il primato della capitale chef del Sudamerica, una cucina vicina a quella mediterranea, con base in ingredienti sani - olio, limone, pesce fresco, verdure e 100 stili diversi di patate e peperoncini.

Per la prima volta, nella mia vita, mi trovo nel bel mezzo di una social investigation - una grande sfida professionale. Per la prima volta sviluppero' una indagine esplorativa dei fattori che non permettono ai bambini ed adolescenti di accedere ai servizi sanitari e al trattamento antirretrovirale (per HIV). Non si tratta del -costant gardener effect- come opina mio fratello, ma mi sembra a volte di stare in mezzo a un film, quando ci riuniano con il personale sanitario, con gli attivisti, con le madri e i padri.
Dopo due settimane di lettura e studio dei protocolli e studi in materia, abbiamo iniziato con interviste mirate ad esperti e societa' civile, includendo famiglie e persone sieropositive. Stasera partiamo per Ucayali e poi per Chachapoyas (no, non sono nomi di cartoni animati, sono i nomi delle capitali delle regioni di Amazonas y Pucallpa - la selva frontiera con Bolivia e Brasile). Insomma, un periodino intenso ed interessante, in cui praticamente vivi per il lavoro. Mi accompagna nell'impresa una signorotta peruviana di circa 40 anni, piccolina e vivace, che e' dottora.

Allora, potrei continuare a raccontare e raccontare, la musica cumbia e pash, la pegna (alias - la milonga peruviana), il ceviche, gli occhi melanconici e solidi delle persone, l'energia delle erbe mediche delle Ande, le foglie di coca, ma mi fermo qui perche' devo lavoricchiare prima di partire per la selva.

Mi sembra di vivere diverse vite dentro della mia stessa, di questa qui ed ora!


Vi lascio con una canzone che mi ha fatto sentire il valore di -telling stories -, l'importanza di raccontare storie in questo tempo che vola e si trasforma ad ogni istante in 100 forme diverse!

http://www.radioblogclub.com/open/141563/tracy_chapman/Tracy%20Chapman%20-%20Telling%20Stories+

un abbraccio immenso dalle Ande agli Appenini - o dalle Alpi alle Ande...
Anna

Giugno 07: Annita arriva in Italia!

Ebbene si!

Dopo quasi 9 mesi, fra poco piu' di 2 settimane rimettero' i miei piedini su TerraItalica, e ancora non me ne rendo conto.... considerando la mole di cose da fare a lavoro e da organizzare, ma bando allo stress e ce la faremo!...
Mi fermo dal 10 giugno al 13 luglio, gia' sento che sara' un mese intenso, visto che non solo mi prendero' le vacanze, ma faro' vari giri a Roma, tra uffici e un colloquio ufficiale con
Ufficio Risorse Umane ONU a Roma...

Le ultime settimane a Panama sono state tranquille e dolci, sia perche' a lavoro finalmente posso respirare un po' di piu' dopo tanto stress, sia perche' ho conosciuto nuove persone tra cui alcune con cui ho avuto un click sensoriale/emozionale, e ne son contenta!
Cosi' alterno i miei giorni tra bicicletta, corso di inglese Toefl, uscite culturali e incontri con amici.... alla fine e' una 'routine' divertente e cangiante!
Mi accorgo che il mio benessere si instaura con la vicinanza ad ambienti naturali e a persone trasparenti!
Come diceva Seneca, se vivrai secondo natura, non sarai mai povero; se invece, vorrai seguire il variare delle opinioni umane, non sarai mai ricco!
Stamane mi ha preso onda filosofica, gia' mi conoscete, comunque sia, voglia essere questo un messaggio di avviso del mio ritorno e di augurio di poterci incontrare somewhere and somehow, nello stivale.... penso che avro' lo stesso numero di cellulare di sempre...
e infine, Buona vita a tutti, ovunque siate!

Aprile 07: Pasqua a Chiriqui prima dell'Argentina...

Ciao belli!
scusate il lungo silenzio, ma se la vostra memoria non sbaglia, ricordate che fra una settimana andro' in argentina, e sto in mezzo all'organizzazione di 5 eventi nel giro di una settimana... Risultato: Anna con 300 000 000 milioni di cose nella cabeza !!!
da domani sono in mezzo alle montagne, a godermi aria pulita e verde puro... Ci sara' anche la figlia di Bush.... (oh my god! magari in un momento di tranquillita'. le posso fare shakubuku - marghy e budd people! capite a me....)
comunque sia, con questa mail volevo augurarvi delle feste di pace, serenita', amore ed emozioni, mangiate tante uova anche per me, tante colombe con glassa di uovo, tortorelle, dolcetti ... vi lascio l'agnello che non mi interessa...
e soprattutto estendete gli auguri di BUONA PASQUA a tutti i parenti ed amici, credo che la Pasqua nasconda in se' un profondo significato, il valore immenso che c'e' dentro della vita di poter RESUSCITARE E RINASCERE sempre e comunque, perche' dalle stesse ceneri si genera il fuoco della vita!
allora vi porto con me' in queste prossime passeggiate lungo il Volcano e le montagne.... un abbraccio immenso!

PS: alcune foto per ricordarvi come son fatta......
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Queridos todos y todas,
desde manana estare paseando por las montanas del norte de Panama, disfrutando del aire fresco y verde de los pinos....
quiero desearles unas felices fiestas, llenas de paz, serenidad, amor e emociones (muchas!!!), y comida rica! ;-)
y sobretodo FELICES PASCUAS, creo que en esta fiesta se esconde un significado, un valor muy fuerte y muy importante, profundo para la vida.
Se esconde el poder de RENACER en la vida, siempre, en cada instante y a pesar de todo... Como nos demuestra Jesus, desde las mismas cenizas, el fuego de la vida se autogenera y renace!
Entonces estarais conmigo en las proximas caminatas en el Vulcan Baru....
abrazos inmensos!

Febbraio 07: arrancando vida verdadera en Panama!

a RI Ciao a tutti,.... mucho tiempo sin actualizarles...lo siento!.... pero la vida en el campo te absorbe...

fra qualche giorno compio 5 mesi da quando sono atterrata a Panama, 18 settembre 2006.... la mia assenza dell'ultimo mese e', come immaginate, dovuta a
impegni vari e difficolta' di avere un piccolo spazio in cui fermarmi e fare il punto della situazione...
che e' successo in questi ultimi due mesi?

A parte lavorare come una 'negra'......... e capendo ogni giorno di + il mio ruolo qui....., ho decorato la mia bella casetta/nido, mi sono ammalata dopo un barbecue a casa di amici in cui ho mangiato carne rossa (cosa che non faro' + perche' ho decisamente capito che non fa per me....e per il mio stomaco), mi sono iscritta a un corso di HAshtanga Yoga che mi fa sentire volare ogni volta di +, mi sto informando su prendere lezioni di pianoforte, visto che ho bisogno di coltivare quella parte musicale che in fondo contraddistingue il DNA Berardi, ho viaggiato in lungo e largo (sia in montagna che sulle isole) quasi ogni weekend... vi consiglio di visitare ogni tanto il link http://new.photos.yahoo.com/annita.berardi che aggiorno periodicamente con nuove fotine...
sto collaborando a un progetto carinissimo, frutto dell'immaginazione di un amico argentino collega qui in UNICEF, LAS PALABRAS PUEDEN, una sorta di manuale con scritti di + intellettuali famosi sudamericani (tra cui Allende, Gabriel Garcia marquez....) e io ho fatto i disegni del libro, i titoli in calligrafia decorativa...

quasi una volta alla settimana affitto una bicicletta e mi giro il Causeway, il lungomare di Panama, con la musica del mio big hermano Angelo, nelle orecchie, sogno e penso e
mi domando sulle due ruote e godo del vento marino.... e ammiro lo spettacolo inpagabile di 1000 navi e cruceros e vele che passano eleganti e lente aspettando di attraversare
il Canale.... diciamo che sto entrando nell'anima di questo posto.... che dietro la superficie del -no/luogo; nasconde una allegria e una vivacita' curiose....
Forse per questo lo spagnolo di Panama e' sempre paragonato o avvicinato a quello di Cuba o Puerto Rico, perche' e' forte, suona, un po' aggressivo....

Emozionalmente sto finalmente un po' + stabile, visto che a gennaio ho passato un periodo di DOWN psicologico, uno di quei momenti in uic ti assalgono dubbi, domande senza risposte, preoccupazioni, fondamentalmente perche' il cervello va in una sorta di corto circuito verso il basso, l[oscurita'.... nonostante tutto, questi momenti vanno vissuti a pieno, cosi' come quelli felici, perche' dagli attimi piu' oscuri, riesci a trarre la motivazione per cio' che sei e cio' che cerchi, e soprattutto confronti la tua forza....

insomma gli ultimi due mesi sono stati una sorta di -rituale di passaggio definitivo- tra il mio arrivo e la mia ripartenza qui, la curva della novita' e' sparita e mi rendo conto di quello che ho tra le mani, di quello che mi aspetta.... in parte ho delle aspettative disilluse, ma questo e' normale.... dall'altra parte ho parecchi desideri in fiore rispetto a questo periodo a Panama.... per ora non pianifico troppo.... lascio che la mia vita si apra a cio; che le si presenta, senza mettere cornici e barriere...ma non sempre vi riesco...

noi, ci portiamo pregiudizi e preconcetti, in giro per il mondo.... a proposito, vi consiglio di vedere BABEL.... se non l'avete visto.... se il mondo continua a incrementare il giro dei movimenti e delle distanze, rischiamo di sentirci persi e soli nel deserto, in mezzo a una metropoli, dentro di noi stessi....

allora, da Panama. per il momento e' tutto ...ora vado all;inaugurazione del maneggio di Cavalli della famiglia di una cara amica....
Rispondetemiiiiiiii please

Vi amo
Anna

Dicembre 06: Primo Natale con sudore latino!

Hola Miei belli.... (preannuncio che la mail e' lunghetta... perche' tante cose successe... per cui per chi ha non ha tempo, consiglio stampare...)

Dicembre è iniziato con Panama investita di mille luci ed io nel cinema dell'Universita pubblica presentando con altri colleghi il nuovo documentario prodotto da MTV Latina e UNICEF.

Da quando son tornata dall'Honduras, la mia vita ha avuto un ritmo incalzante, per varie scadenze in ufficio e per l'organizzazione dell'evento commemorativo del Primo di dicembre, che come gia sanno, e' Giornata mondiale dell'AIDS: ho coordinato con un'altra Anna, di Belgrado, (con cui poi abbiamo stretto amicizia) la presentazione del documentario "Confesion a diario" (andate al link: , lanciato in agosto da MTV e UNICEF con lo scopo di ritrarre la situazione della gioventu' latina e delle problematiche sociali che la investono quotidianamente, tra cui l'AIDS. La proiezione era nella sala del cinema pubblico della + grande università di Panama, volutamente scelta per arrivare a un gran numero di giovani, così è stato,... e dopo c'è stata una sessione di domande e risposte... insomma lo stress è scomparso al vedere il risultato!!!!
Per curiosare un po' sulla campagna in corso, andate al link con la Campagna UNICEF che sto seguendo in America latina e con Shakira, er Totti, Paolo maldini come –embassadors- e speakers.... al link http://www.unicef.org/lac/overview_4168.htm

Giovedi scorso sono stata alla Conferenza di Patch Adams, il dottore con il naso di pagliaccio, che è venuto a visitare alcuni ospedali a Panama.
Per leggere in spagnolo l'intervista che gli abbiamo fatto, visitate il link: http://www.unicef.org/lac/media_7023.htm

... Patch Adams, interessentassimo! Ha una sessantina di annni, ma grande energia e voglia di fare... predica l'amore come stile di vita e dice che la sua vitìa è cambiata nel momento in cui ha deciso di non lamentarsi +, e di amare ogni situazione e ogni persona che gli si presentava davanti.... ha criticato le Nazioni Unite, dicendo che se fossero –un esercito di pagliacci conil naso rosso, forse otterebbero + risultati, - e che il denaro rovina la gente che ci sta dentro... ha anche puntualizzato molto sulla –compassione-, su quanto sia assurdo che nessuna facoltà di medicina al mondo abbia nel suo programma accademico la –compassione e l'empatia- come materia scolastica... ha detto che tre cose sono fondamentali nella vita: l' intenzione, che deve essere chiara e netta, la performance che ne deriva (azione) e tener conto delle conseguenze che ne derivano... insomma, non è la scoperta dell'acqua calda, però riconferma dei principi buddisti.
Durante la conferenza, ha mostrato anche dei video con dei bambini disabili in giro per il mondo, ha invitato sul palco dei bimbi sulla sedia a rotelle e malati di cancro, per poi farli ridere mettendogli il vestito da pagliaccio. Insomma Robin Williams interpreta magnificamente questo personaggio adulto che in fondo e' un Grande Peter Pan della vita... e ci insegna a non –ingrigirsi- mai dietro alle maschere della professione, e dei soldi o delle targhette sulle porte, ma di continuare a nutrire il nostro spirito di ricerca e l'amore per l'umanità.

Due giorni fa è venuta a salutarmi Maria, la donna peruviana che avevo conosciuto i primi giorni per strada qui nel Casco viejo.... partiva ieri per il Messico in cerca di fortuna con il suo bambino Scott... ma non partivano in aereo, stanno viaggiando per terra, senza permesso di soggiorno.... ciò significa pagare il cosiddetto –coyote- (o magnaccio...detto nel nostro linguaggio popolare) per poter attraversare la frontiera... vanno in Messico perchè qui ha perso il lavoro e perchè il bimbo ha il visto americano (suo padre è americano).... insomma la storia di tutti i giorni per tanta gente che lotta per trovare la sua prosperità in questa terra... Ho regalato a Scott 6 macchine fotografiche usa e getta affinchè lui possa ritrarre la sua speciale esperienza di attraversare il Centro America via terra, possa mettere a fuoco i suoi sogni, aspettative, paure rispetto a questo viaggio, fotografare la sua valigia, come parte e come arriva... l'idea è che poi lui mi invii i negativi dei scuoi scatti e io pubblichi la storia con un libro da cui poi ricavare guadagni per i suoi studi... vedremo che esce fuori... insomma, ci siam salutati e augurati tanta SUERTE reciproca... lei mi dice: " Vado tranquilla perchè tu ci hai dato tante aspettative positive...." e il giorno dopo, mi sveglio, apro la porta di casa e trovo dietro una scatola con un numero di telefono sopra... nella scatola c'erano tutte le fotografie della vita di Maria quando viveva in Peru, di quando è nato Scott, di quando hanno vissuto a Miami... all'inizio non capivo il motivo del suo gesto.... poi l'ho colto... lei lascia nelle mie mani parte del filo che sta tracciando nella sua vita... lascia con me il suo passato, mentre scatterà istantanee del suo presente... e poi queste, una volta inviate, si ricongiugeranno con le passate... insomma, non so se è un mio film, ma mi sembra un gesto molto ma molto forte da parte sua.... quasi a volermi dire: -proteggi ciò che è stato...-


Questo sarà il mio primo Natale in Terra Latina... è veramente strano vedere le luci rosse e gialle in giro, gli alberi, e sudare per il caldo... è come se il cervello dicesse: - c'è qualcosa che non quadra?"... è un ambiente natalizio che ha il suo fascino.... proprio tre giorni fa hanno fatto una grande festa nella piazza principale, a lato del lungomare, per accendere un albero enorme, (chiaramente sponsorised by Coca Cola...) proprio come fanno a New York in Times Square,... della serie: " il sogno americano continua a generare brutte copie!" ... e poi in ogni parco, ci sono i pupazzi e le pecore, in generale i simboli natalizi sembrano qui + allegri e scherzosi, perchè sono tutti paciocconi e fatti di luci o di ceramica colorata...soprattutto già hanno messo i Re Magi, tre omini colorati che assomigliano a dei nani buffi e goffi... mentre da noi, sono degli omoni a cavallo... che divertente vedere come cambiano le forme e i colori qui!
Per ora il piano di vacanze di Natale è andare in montagna, giusto per restare un pò nel tema –europeo- della casa calda con il freddo fuori ... probabilmente si va vicino alla frontiera con il Costarica, nella zona di Boquete, con il gruppo di quelli che non hanno la fortuna di andare a casa in famiglia ... dovremmo affittare uno chalet, la zona è famosa per i vulcani e per le colline verdi... ma visto che qui si cambia facilmente piano, non è detto che all'ultimo esca fuori una spiaggetta...
Insomma vedremo che mi riserva il mio primo Natale fuori casa, e voi che combinate?!

Oggi c'è luna piena qui, la notte è stupenda, ho visto e goduto del primo tramonto sul lungomare di Panama, finalmente, dopo aver aggiustato + o meno la casetta, riesco a sentire il –karma- del posto dove sto vivendo... si rincoferma la tesi di Panama come un NO LUOGO in quanto un luogo di passaggio, di scambio di merci, di negozi e servizi... diciamo che potrebbe essere un perfetto mix tra una Milano giovane (per lo sviluppo dell'industria dei servizi e l'eleganza) e una città latina sul mare frizzante e caraibica... molti paragonano Panama a Miami, ma qui per fortuna si respira + spirito Latino... uno spirito fraterno, allegro, rassegnato ma saporito... normalmente vado a correre al Causeway, che è l'ultimo pezzo del lungomare, una sorta di striscia di costa costellata di palme, che finisce su un isolotto verde... è un bel percorso, perchè da un lato vedi il Ponte delle Americhe (che mi piace troppo) e dall'altro il Casco Viejo, il MIO BARRIO, che è piccolino e carino...
Oggi domenica sono stata a correre lì, poi ritornando a casa sono stata attratta dalle note che provenivano dal Teatro Anita Villalaz, sempre nel Casco Viejo, e sono entrata... c'era uno spettacoo folklorico di bambini, con vestiti tipici e musica dal vivo... è stato divertente, ... la musica locale panamegna è un mix tra Africana (Caraibi) e Sud Americana, dicono che il Carnevale sia fortissimo qui, e che si organizza una festa dal nome CONGO... strumenti di base sono le congas, chitarra, fisarmonica...

E oggi ho saputo che venerdi' mi mandano in Nicaragua ad aiutare la sede del paese per l'evento "IV Festivakl della Radio e della Televisione dei bambini e degli adolescenti"... che saranno protagonisti di 24 ore di trasmissioni sul tema Infanzia /AIDS/Diritti umani... insomma, non faccio in tempo a rilassarmi a Panama, che devo viaggiare.... ma non posso che esserne contenta, visto che me piace troppooooooooo!

Spero di avervi trasmesso un pò di sapore del posto... L'ITALIA è molto ma molto amata qui, ... noi siamo veramente benvoluti in ogni angolo del mondo... perchè la gente sente il nostro calore... con questo, non voglio Peccare di nazionalismo, ma ahimè! Risulta che sono nata in una delle terre + speciali al mondo e ne vado fiera (pur tra i suoi mille difetti...)

Allora un Buon Dicembre a tutti, che sia caldo e morbido come vorrebbero venderlo in pubblicità (!!!), ma anche pungente e brillante come sa il freddo del mattino europeo che ti sveglia in un nano secondo...

Dalla "Calle Primera" di Casco San Felipe, con affetto per ognuno...
Anna

13 Nov O6: Compleanno e Rincontro con il mio Honduras!

Il rincontro con Honduras, con le verdi colline, la gente conosciuta, i colleghi, la citta' mi ha investito di ricordi ritrovati e carica emozionale, sento di aver lasciato delle impronte qui ... quasi che questo viaggio sia stato un effetto boomerang del –sangue versato- qui nel campo...

La missione aveva come scopo quello di fare una diagnosi della situazione nazionale delle comunita' nere-afrodiscendenti e delle donne rispetto all'epidemia dell'HIV/AIDS, identificare i punti di debolezza e quelli di forza, su cui fare leva per ridurre la propagazione del virus e rafforzare la leadership delle comunita'.
La responsabile del lavoro e' Epsy Campbell, donna di colore nero, Leader e Coordinatrice del Parlamento Nero delle Americhe. Prima di mettersi in politica, Epsy ha suonato il sax per 10 anni. Tutto cio' che fa lo investe di passione e intensita' e allegria, e i suoi discorsi pubblici mi fanno venire sempre la pelle d'oca perche' hanno una visione olistica, spirituale e vibrante di ogni contenuto. Nella serata di festeggiamento nella Scuola dei Diritti umani dei Leaders Afrodiscendenti, Epsy ricordava gli ancestri, i passi compiuti dagli stessi ancestri e la necessita' di ricordarli con allegria. Perche' la morte e' per la razza di colore nero motivo di festaggiamento, proprio perche' e' strettamente legata alla vita.

I prmi 3 giorni della missione sono passati intensamente perche' ogni mattina sveglia alle 6 per percorrere per 3 o 4 ore una strada non pavimentata, tra fiumiciattoli e montagnole, fino alle comunita' di Ciriboya, Cusuna e La Playa, prima di arrivare a Iriona e Battala, la porta della Mosquitia, che e' la foresta pluviale dell'Honduras, da tutti paragonata all'Africa del Centro America.
Le comunita' visitate hanno + o meno 6000 abitanti, senza accesso alla luce, all'acqua potabile, a servizi sanitari pubblici, Da qualche mese hanno costruito la prima scuola, vicino a un albero immenso. Prima le classi si svolgevano al fresco sotto a questo albero.

Le riunioni con le comunita' si sono svolte all'aperto in campagna, alla presenza del sindaco, i maestri scolastici e direttore della scuola. La gente ha un certo sguardo stanco ma curioso, gli occhi sono pieni di interrogativi e immaginazione. Il tema della riunione e' esplorare il tema dell'AIDS nella loro societa', visto che i livelli di incidenza del virus sono alti nelle comunita' afrodiscendenti e c'e' il detto che fra 20 anni i neri scompariranno dalla terra per questo.
Dal dialogo, domande, risposte, si notava la presenza di tante necessita' elementari che andavano oltre il bisogno di prevenzione dal virus. MI rendo conto che c'e' un divario enorme tra le politiche di sviluppo delle organizzazioni int. E istituzioni e il reale stato dell'arte della gente che vive in tali condizioni. E Tra i due il ponte è difficile da costruire per vari motivi: culturale- gli afrodiscendenti sono attori nati, si comportano in modo diverso da noi e hanno altri codici; comunicativo- i messaggi di informazione arrivano da troppe fonti e si perdono nel cammino, fino ad essere recepiti in mal modo; pratico- le necessita' elementari sono troppe; politico- i leaders politici non sono interessati.
Abbiamo assistito alla Graduacion/ Diplomatura dei Leaders Afrodiscendenti della scuola dei Diritti umani, con tanto di balli e cerimonia, in cui piu' volte Martin luther King e Nelson Mandela sono stati nominati e ricordati con fervore.

I giorni a Tegu sono stati piu' ufficiali, con riunioni con altri 3 diputati del Parlamento hondureno, il rappresentante di UNICEF; la moglie del presidente, e alcune ONG. Mi son trovata insomma in mezzo a pezzi grossi, ma ho imparato a rimanere me stessa e a non farmi prendere dall'-ansia da prestazione-, dal complesso di inferiorita' dovuto al fatto che sono comunque sempre la piu' giovanicella del gruppo.

E- stato stupendo anche incontrare le amiche della ONG Libre Expresion: ricordare i bambini, Perez, Marisela y Tania... rivedere le foto risultanti dal progetto da me creato ... riconoscere la forza di Wendy, una ragazza di 20 anni honduregna che adesso e- la coordinatrice della ONG
Per strada mi ferma una donna, mi chiama dall'altro lato della strada, io non la riconosco... e' la donna di pulizie dell'ufficio che e diventato il doppio e che mi saluta con affetto e sorrisi...

Non e' cambiato nulla a Tegu, stesso caos, stessa polvere, stesso cielo, stesse luci notturne che la trasformano nella principessa della notte... quando l'aereo sorvolava le montagnole verdi dell'Honduras, il cuore si e' riempito di emozione... come se il vissuto del passato avesse fatto un tuffo nel presente e con gioia davanti ai miei occhi son passati vari fotogrammi, la mia casa con il balcone sulla valle, il parco dove andavo a correre, la donne che vendeva i fiori all'angolo, le serate con Mijke a parlare della vita sul balcone, le prime sfide al lavoro, l'evento musicale nella piazza, etc...

Poi una volta arrivata ero impaziente di camminare per le strade di sentire, vedere cosa era cambiato, sentirmi in un certo senso di nuovo padrona di quel posto, dimostrare a me stessa che era come se mai me ne fossi andata da li'.... Ma l'ambiente mi ha sorpreso: nulla e' cambiato, e l'Honduras continuera' ad essere una terra dimenticata da Dio, e dal flusso della globalizzazione e del capitalismo travolgente, che pure qui arriva ma si esprime in termini molto puntuali. Ritornare in Honduras mi ha in un certo senso fatto comprendere che la cooperazione puo' veramente fare molto poco per lo sviluppo di un paese, soprattutto se si sostituisce al ruolo dello Stato che dovrebbe assumere la responbialita' pubblica di garantire al suo popolo i benessere e lo sviluppo.

HO rivisto gente al lavoro, la maggiorparte mi e' sembrata invecchiata, un po rassegnata, un po demoralizzata... come pietrificata nei loro uffici... che strana sensazione!

In certo senso questa visita a Honduras mi ha regalato da un lato amarezza, e dall'altro coscienza del tempo :
- amarezza, amaro in bocca per un paese che resta in un certo senso cristallizzato nei meccanismi della cooperaiozne, del via vai dell ONG che succhiano fondi ai grandi donanti, fanno un workshop e lasciano la gente quasi come prima; amarezza per la rassegnazione che traspira dalla pelle di questa terra;
- coscienza del tempo e relativismo, come decidiamo vivere... Ho passato un anno e mezzo in Honduras, e dopo mezz'ora che ero a Tegucigalpa e che giravo in cerca di segnali che mi facessero sentire a casa, mi son domandata: come caspita ho fatto a vivere li' per tanto tempo???

La risposta e' che ogni posto e' cio' che vivi dentro... per cui anche un luogo senza stimoli, fondamentalmente piatto e monotono diventa vibrante e colorato se tu lo vivi intensamente e regali entusiamo e passione a cio' che fai. Per cui in fondo l'Honduras mi ha prorpio regalato questa visione relativa. Realista, ottimista della vita... un amico cooperante dell'Honduras diceva: Tegucigalpa e' come uno specchio, e' come sei tu dentro!....

e vi abbraccio ad uno ad uno

Anna

4 Nov 06: Installazione nel centro storico Casco Viejo di Panama!

Ciao a tutti!

Dopo un bel pò di tempo vi scrivo dalla mia nuova casetta... alla fine ce l'ho fatta!!!! Dopo un mese e mezzo, ho trovato la casa giusta giusta per me, di fronte al lungomare di Panama, con vista sullo skyline. Sono attorniata dalla brezza marina e dagli edifici antichi del Casco Viejo... mi sento a casa qui! In giro c'è il classico movimento dei centri storici, bambini per le strade, persone intellettuali che vanno ad ascoltare jazz, coppiette romantiche che passeggiano per il lungomare.
Giusto per descrivervi un poquito come è l'appartamento, il pavimento è in mattoncini rossi, ha balconcino sulla strada, da cui osservo i giri notturni, ha un piano rialzato da cui accedo tramite una piccola scala a chiocciola, e infine una cucina che ispira cenette e pranzi succulenti! Insomma son contenta del risultato della mia ricerca! ...E chiaramente siete tutti invitati a venirmi a trovare!

Il trasferimento è stato tutto un cinema, perchè alla fine mi ha aiutato un amico di una amica buddista. Il tipo si chiama Gaetano, ha origini siciliane, ma tutti lo chiamano IL CINESE, piccolino e forte, e siamo andati in giro tutto il sabato con il suo pick-up, furgoncino rosso, trasportando mobili e valigie. Sembravamo una compagnia di ladruncoli mafiosi per le stradine del centro storico.

Dopo l'installazione in casa, inizio a respirare un po' di piu'... E senza neanche farlo apposta il ritmo al lavoro è diventato incalzante, sto organizzando il lancio di un Video prodotto da MTV Latinoamerica e UNICEF, un documentario che tratta di testimonianze di giovani latinoamericani sulla loro esperienza di vivere con l'AIDS. Sarà un evento con giornalisti e pubblico in generale.
Poi sto curando una pubblicazione sulla situazione dell'infanzia e i diritti umani in Latino America, dovrei finirla entro fine novembre! Infine ho organizzato la missione in Honduras, parto dopodomani giovedi'. Accompagnerò una consulente del Costa Rica e visiteremo le organizzazioni afrodiscendenti garifuna dell'Honduras... Lo scopo della missione è studiare la situazione sociale delle donne nere e di quelle che vivono con l'HIV, al fine di rafforzare la loro capacità organizzativa di impatto sulla società.
Potete immaginare l'emozione di andare lì e rivedere la gente, i vecchi amici, las calles, le montagne, i bambini... E poi il destino vuole che il 13 novembre festeggi il mio compleanno proprio in Honduras... che strano, no?! Sembra che resto in qualche modo vincolata a questa terra!!!

Insomma la vita qui scorre rapidamente, intensamente, a volte anche troppo, ma per fortuna ho imparato a –fermarmi-, e ho questo nido che mi rilassa e disconnetta da tutto e tutti... sto rafforzando la amicizia con Paula, panamegna e Isabel, spagnola... Ci sono due ragazzi milanesi, di cui uno di Altamura, che hanno aperto un bed and brakfast carinissimo, e a volte passo da loro per –scroccare- qualche prelibatezza ... di solito vado a nuotare nella loro stupenda piscina, e l'ultima volta mi hanno anche regalato l'olio pugliese! Yeeeeehhhhhh!

E così mi sono ormai adattata quasi completamente, mi apro sempre più alla mia seconda grande esperienza in TerrAmerica, con un ritmo più tranquillo, maturo, curioso e vibrante.

Allora, anche se questo anno mi salterò una seconda volta l'inverno italiano, vi posso dire che a volte sogno di dormire sotto le coperte al calduccio, mentre fuori è freddo o piove...

Invece ora mi trovo ad alzarmi sudata alle 4 di notte, a volte, per dover accendere l'aria condizionata o aprire le finestre... perchè si muore!!!!!!... e poi svegliarmi con la luce dell'alba marina, mentre gli uccellini aprono il giorno e il venditore di gelati inizia a suonare la sua campanella carina e gridare: "Helados para todos!" ed io tra un caffè e una doccia, corro verso l'ufficio e vai si inizia! E' bello sentirmi di nuovo indipendente e sto dando il 100% a lavoro... voglio crescere...

Così, in breve, vi saluto prima di partire e spero per voi il meglio di novembre!!!!!!
Besos abrazos

Noviembre 06: Sobre la vida y la muerte!

Hola lindos!

Ritorno da un 3 giorni di Riunione regionale con 250 donne, ragazze e bambine sieropositive cui obiettivo era proporre un piano operativo per ridurre l'impatto della epidemia e visualizzare la problematica della -feminizazion-, cioe' dell'alto indice di contagio dell'HIV tra le donne latine e caraibiche, dovuto a fattori di vulnerabilita' come la violenza domestica, la poverta', la disoccupazione, la pratica sessuale eterogenea di prostitute e donne migranti...

e' stato molto fin troppo stimolante, ma anche forte e a volte duro... a livello emotivo e psicologico... vedi i segni della malattia nei loro occhi e nel loro corpo... a cui puoi solo rispondere con incoraggiamento, sorriso, abbraccio e dialogo al cuore... ho rivisto gente con cui ho lavorato in Honduras che e´ diventata la meta` di quello che era, o che ha sviluppato un cancro della pelle o la cosidetta forma a mela (pancia ingrossata senza fianchi, uno degli effetti collaterali dello sviluppo del virus nel corpo) e ti rendi conto di come il tempo nel loro caso sia una clessidra o un contagocce... mentre per molti di noi il tempo potrebbe essere una mela da mangiare a morsi, per loro ne resta solamente una fetta!

Mi sono occupata della coordinazione del gruppo delle bambine e adolescenti provenienti da tutto il Continente Latino, erano uruguaye, argentine, colombiane, guatemaltehche, brasiliane (troppo fighe e allegre!) tra i 5 e i 18 anni...oltre alla parte recreativa, ho partecipato a dei workshops affinche' le bimbe potessero proporre delle azioni da intraprendere e mostrare le loro necessita' prioritarie!
in realta' queste bimbe non hanno mai vissuto realmente la loro infanzia, sono gia' adulte, alcune gia' madri e leaders e portavoci dei loro diritti nelle loro comunita'!!!! Con una forza e un coraggio che ci fanno un baffo!
" Noi non ci sentiamo malate, noi viviamo solamente una particolare situazione di vita ...!" ha detto una di loro, ragazza madre di 16 anni, orfana... e NOI che ci creiamo le nostre brave malattie mentali spesso e volentieri...

e un giorno ero seduta accanto a un'altra bimba guatemalteca con cui ho legato in particolare e la piccolina mi prende il palmo della mano e con discrezione mi scrive sul palmo con una penna: " Usted vive con el VIH?" Tu hai l'AIDS?... e io le sorrido e le dico che No, pero' " es como si vivera con el VIH," e' come se vivessi con l'HIV, perche' posso sentire le loro vite quando le sono accanto...

Ho rivisto la gente dell'Honduras, e che bello!!!! Mi ricordavano tutte, le donne che mi avevano visto nel 2004 e come se ci conoscessimo da sempre... con cui ci siamo strette con il cuore... alcune pensavano che non me ne fossi mai andata dall'Honduras... e poi ci hanno avvisato della morte improvvisa di un compagno di lavoro honduregno, Juan ramon, anche lui stroncato dall`HIV! ... eravamo tutti commossi, ma anche senza parole, lascia dietro di se' una donna e due bambine!

e' una lotta continua, ancora una volta, mi rendo conto che " per vivere intensamente, occorre morire mille volte in vita!" ...RINASCERE... io mi sento ricaricata dopo l'incontro... anche se un po' svuotata, perche' dopo 4 giorni dati 100%, oggi mi giro con la spalla e mi dico "e ora?!" ... e ora si ricomincia!

L'incontro mi ha riempito di emozioni, ma anche di tanta vitalita' e convinzione di seguire il cammino che ho intrapreso...nonche' allegria di essere tornata a lavorare sul campo...
la comunicazione per lo sviluppo nell'area dell'infanzia vulnerabile, mi piace lavorare per "los nignos!" perche' mi permette di proteggere la NIGNA que llevo dentro (la bambina che ho dentro!)

L'nicontro e' finito con una DICHIARAZIONE formale di impegno e uno show collettivo, con due cantanti argentini, stile anni '80, troppo forti, credo entrambi transessuali o bisessuali, che hanno composto una canzone per le donne sieropositive... insieme a Daniela Mercury, Julieta Venegas y Ruben Blades, che sono i cantanti + famosi qui in America latina!

Infine, vi allego alcune foto, con le bimbe e un gruppo al Canale (in cui io ho gli occhi chiusi...) chiaramente vi chiedo di non diffondere o pubblicare le foto, per rispetto della privacy della nignas che vivono con l'HIV!

Un abbraccio forte e EVVIVA LA VITA!

Settembre 06: post atterraggio a Panama!

Hola miei belli!
Qui in ufficio mi sento como se fossi dentro a una sorta di MALL UNICEF, perche' c'e' di tutto, ci sono degli spazi espositivi con arte dedicata ai bambini e mostre fotografiche (!!!), c'e' il negozio UNICEF, lo stesso che si trova a Roma vicino a Via Nazionale, c'e' una piccola e carinissima caffetteria, e una terrazza per gli smokers che da su prato verde. IN tutto 5 piani di morbidezza!
Senza dubbio, e' una situazione da priviliegiati! Il che mi disturba un po' per ovvi motivi morali che non sto qui a spiegarvi... ma credo che immaginate! pero; mi rendo conto che a questi livelli di professionalit' e struttura organizzativa, L'UNICEF pur essendo una super organizzazione internazionale visibile in tutto il mondo e' allo stesso livello di una MULTINAZIONALE DEL NO PROFIT FOR CHILDREN... e' interessante comprendere i sottili confini che distinguono una organizzazione internazionale da una Procter and Gamble o NIke... a livello organizzativo credo NULLA, a livello di finalita' e umanita; credo MOLTO...
Comunque, ieri ho visitato il Casco Viejo, tutto in stile coloniale. Si sviluppa sulla punta della costa, quasi come un molo grande di edifici stupendi, colorati, tra stradine di pietre e lampioni, e' piacevole passeggiare, si respira quell'aria storica che mi avvicina al cuore italiano! e tra un efidicio e l'altro, si intravede lo skyline della City... cosi' potete immaginre che flash! (a presto le foto!) Il Casco ha un grandissimo potenziale, infatti lo stanno restaurando tutto interamente. In alcune zone vi sono edifici che crollano, dove vivono famiglie caraibiche povere, per cui non tutto il Casco e' sicuro. Inoltre e' la zona dei bohemien, c'e' un caffe' jazz, e una locanda dove espongono arte.... insomma! il mio fiuto aveva visto bene> e' definitivamente la zona della citta' che fa per me... gia' sapete quanto sono ANTICA E ROMANTICA!
Ieri son stata al Kaikan, altro flashone! E' enorme e si respira aria perfettamente latinoamericana. Mi accoglie un signore senza denti con il sorriso fino alle orecchie e mi accompagna a visitar eil centro. Da un salone enorme arriva musica, sembra una festa popolare... ci sono dei membri che si preparano per il show culturale !!! Insomma L'ATTIVITA' QUI VA A MILLE, riflette l'anima della citt' che e' in perenne movimento e ricrescita, a dimostrazione vi sono i cantieri che spuntano da un lato e dall'altro (stanno costruendo il + grande grattacielo dell'America latina nella business area).
E poi entro nella camera dove si fa daimoku, vi avvicino al Butzudan grande per guidare e poi mi fermo allibita: LA PERGAMENA DEL GOHONZON E' FALSA!!!!! cioe' e' riprodotta a mano su un foglio di color cannella, con inchiostro di china... Non ce la faccio e ritorno indietro a parlare con il signore dell'entrata che mi dice che e' normale, perche' "In Italia ci sono + soldi e quindi li' abbiamo il Gohonzon autentico!!!!"
non so che dire!!!
bene, mi avvisano che e' arrivato il choffer per andare a prendere le valigie...
presto vi scrivo altre impressioni, intanto sicuramente Panama e' la terra del TRANSITO PER ECCELLENZA, un NO/LUOGO, dove tutto, merci, persone, passano per un momento e via!!!!
e in questo passaggio lasciano impronte e scambiano anime!
un abbraccio collettivo

Settembre 06: Primo atterraggio a Panama!

Ciao mie cari!
scusate il mio silenzio di questi giorni, ma ho preso una pausa dal PC il weekend e son stata in giro per vedere case... Ne ho trovata una che e' giusto di fronte al Paseo de las Bovedas, un piccolo viale con alberi e fiori, la tipica passeggiata romantica al lato del mare, con lo skyline sull'orizzonte e gli edifici coloniali alla tua destra... E' decisamente il migliore punto del Casco viejo. La casa e' tipo loft, con parquet, mobili carini... "it's cool and simple!" sto vedendo se riesco a trovare una ragazza per condividere questa casa, cosi' risparmio!
Per il momento sto prendendo un ritmo decisamente tranquillo. Vado a lavoro, cerco casa, vado al centro buddista... Desidero riuscire a capire la citta' poco a poco, perche' comunque vengo dal pueblo, dal paese, per cui ho bisogno di rispettare il mio ritmo campesino (trad: contadino) nella urbe... non come facevo i primi tempi a Roma, quando volevo dominare la citta' facendo tremila cose in un sol giorno e finivo stressata e aggredita... ora ho imparato a gustare i movimenti di ogni giorno senza troppa fretta o invadenza!
E' cosi' che ho conosciuto per caso Maria, la donna peruviana di 40 anni, in un bar dove lei lavora come cameriera. Maria vive con 90 dollari al mese, ha un bambino stupendo di nome Scott, dico stupendo perche' ha una immaginazione e sensibilita' unica, scrive racconti al computer e che racconti!!!!! E' la tipica storia del marito machista che lascia la sua donna... Vivono in un appartamento con due camere e dividono il letto con un suo amico gay chef... che e' molto divertente!!!! Maria e' fortissima e sorridente e mi insegna che -la poverta' e' fonte di crescita e fantasia- perche' non ti fa dare nulla per scontato ma ti stimola alla lotta, all'invenzione di strategie per sopravvivere. Maria mi sta aiutando a cercare casa, son gia'; due volte che usciamo la sera per passeggiare nel casco Viejo ed e' divertente e rilassante parlare con lei e Scott.
Al lavoro tanto da leggere, tanto da capire, tanto da reagire... ma cerco di non stressarmi! Ogni inizio comporta una -reacomodacion- , transizione inevitabile, in piu' e' la prima volta che lavoro in full English e spanish. Per fortuna il tema (vulnerable children, human rights and HIV/AIDS) mi interessa molto e ho gia'una certa esperienza acquisita in Honduras. Il destino vuole che rivedro' gran parte della gente con cui ho lavorato in HOnduras. Il prossimo mese ci sara' la riunione regionale di donne, ragazze e bambine sieropositive, tra cui una bambina di Libre expresion che presentera' giusto il progetto da me ideato e coordinato assieme a Mijke e al team... e allora capisco che "tutto ritorna alla fonte, che ogni frutto non va perso e che il cerchio si chiude e nel momento in cui si chiude si apre allo stesso tempo"... altra notizia> una signora di Ruvo fa una donazione a Libre expresion... le cose si muovono con il tempo solo se abbiamo la pazienza di saperle aspettare!

Oggi pomeriggio dopo il lavoro andro' a passeggiare in un parco enorme, Omar, dicono che la natura tropicale ' sta esplodendo. Son troppo curiosa! Cosi ossigeno i polmoni e lo spirito!

Allora un gran abbraccio,
e "I MISS ITALY!!!!" ... e' incredibile come la natura umana sia fatta cosi'... che sempre ti manca qualcosa... quando ero in Italia mi mancava il colore e il calore del Sud america... ora che sono qui mi manca la storia e il romanticisimo italiano, oltre che chiaramente la gente e i miei cari... pero' e' il momento in cui le vele si sono gia' alzate e bisogna prendere i venti del destino, ovunque essi spingano! perche' il vento sembra essere in poppa....

Thursday, October 05, 2006

Grattacieli contro Casco Viejo...Panama City

Più passano i giorni, più mi rendo conto dei danni prodotto dal capitalismo americano sulle popolazioni centroamericane. Se il vivere in un grattacielo può significare la massima aspirazione per una famiglia panamegna di media estrazione sociale, allora mi chiedo se il mondo sta travisando i termini di riferenza rispetto a ciò che è sviluppo economico e sviluppo culturale.

Dai dialoghi con la gente locale mi rendo conto che –acquisire una posizione economica stabile- rappresenta l'apice della loro aspirazione. "Aqui estamos en la lucha!"... Qui è una lotta alla sopravvivenza e la gente tira avanti con massimo 200 dollari al mese e famiglie a carico. Ma esprimere al massimo il proprio potenziale significa veramente riuscire ad avere tanti soldi in tasca??? E dove sono finite le radici?? Tanti soldi ma disprezzo per il proprio casco viejo, primo quartiere storico della città, San felipe (per la cronaca, dove sto cercando casa...).

Lo sviluppo culturale è in questa terra anni luce indietro rispetto allo sviluppo economico e continuo a cercare una chiave di lettura a questo ritardo... sarà lo standard di educazione mediocre, sarà il lavaggio di cervello gringo, sarà la necessità di trovare la pagnotta giornaliera che non ti concede neanche il tempo di pensare a uno –sviluppo culturale- del proprio sè.

Eppure la stessa UNESCO ha messo il suo marchio protettivo sul Casco San Felipe, ignorando e sorpassando l'ignoranza della gente locale... Ma prima di dichiararlo patrimonio mondiale dell'umanità, non sarebbe forse stato meglio –culturalizzare- la popolazione locale, prepararla ad accogliere, proteggere e far fruttare quel marchio così prestigioso... Ciò non è avvenuto, ed è per questo che oggi il Casco San Felipe è in mano al mercato speculativo delle agenzie immobiliare che lo stanno gestendo come se fosse carne in pasto agli squali, senza criteri, senza stile di restauro, senza gestione equalitaria dei prezzi... e allora trovi le case delle famiglie povere che cadono accanto a palazzotti signorili elegantissimi nelle mani di statunitensi e canadesi o europei.

I contrasti continuano ad affascinarmi e richiamare molto la mia curiosità...

Tuesday, October 03, 2006

The eternity's sunrise

(photo: Baha-i, Panama, 1st October 2006)


HE WHO BINDS HIMSELF
A JOY

DOES THE WINGED LIFE
DESTROY

HE WHO KISSES THE JOY
AS IT FLIES

LIVES IN THE ETERNITY'S SUNRISE.

(William Blake)


Wednesday, September 27, 2006

Petali volanti dal sussurro di vita


... Mi sento un po' come questa bimba che soffia su un fiore composto da petali a forma di aerei...
(la foto e' scattata nell'aeroporto di Barajas, Madrid, durante il mio scalo verso Panama... lo slogal Iberia dice: MAS VUELOS QUE NADIE A LATINOAMERICA!)

Ogni petalo porta a una nuova porta che ti si apre dietro a una sensazione, una idea, un timore, un incontro, una proiezione...
Ogni giorno qui a Panama mi si apre uno scenario diverso ed io cerco di soffiare sui petali il mio -sussurro- per creare una mia personale forma in totale leggerezza.


E cosi' fluire nel nuovo quotidiano via vai con spontaneita' ed equilibrio, mentre cerchi e trovi la tua chiave di lettura al caos colorato, ritmato e contrastato della urbe latina!

Tuesday, September 19, 2006

Viajar es sabroso

Abbi allora fiducia nei tuoi sensi!
Nulla di falso mai ti mostreranno, se l'intelletto tuo ti terra' desto.

Gioioso osserva, e con sguardo sempre nuovo,
e vaga,
flessibile e sicuro,
per prati pieni di doni del mondo.

Goethe (da "Filosofia del camminare")

Con questo augurio, inauguro il cammino panamegno che gia' si mostra sabroso... a presto i dettagli!

Thursday, September 14, 2006

OTTO: Partire dal centro del tutto



Mi son specchiata dentro al sole stasera.


Era un papavero carnoso

In un letto di spighe dorate ho depositato i Timori
e L'inquietudine evapora in nuvole striate rosa e celesti

Il desiderio di vita riconosce
il suo centro
nel volo di
Rondine
attenta alle correnti
mantiene il suo Equilibrio

tra i Venti
apre e gira
volteggia tra i Flussi
e poi afferra la Direzione.

Il tragitto è nell'OTTO
Finito e Infinito si abbracciano
su questo colle fatato,
popolato dal Silenzio pieno del mondo.

Come nel Grembo Materno
io sento il movimento interno
Leggero,
Appassionato,
Curioso,
Vibrante,
che dispiega i suoi volti e
si innalza al TuttO,
Materia e Spirito
Terra e Cielo
si sposano in una Danza Magica
dal Ritmo Giocoso.

(scritta a Castel del Monte, Giugno 2006)

Sunday, August 20, 2006

I piccoli grandi segni dell'universo (ph: Biagio Berardi - my father)

Hacia donde...



Prima di varcare nuovamente l'oceano, prima di ri-posare i piedi sulla querida TierrAmerica, prima di salutare per l'ennesima volta la terra che mi ha partorito e visto crescere, tra valigie, biciclette, friselle e tigli, inauguro questo mio -blog-. Pur essendo una fedele sostenitrice dei pensieri in inchiostro su carta scritta, nonchè romantica amante delle lettere epistolari, le scelte che la vita o il destino mi ha chiamato a fare mi -costringono- ad immettermi in punta di piedi nell'universo sconosciuto del blog per condividere spazio e tempo virtuale con le persone che amo e che, mio malgrado, mi saranno lontane.
Questo spazio è una piattaforma di scambio con le persone care e con i nuovi amici, un ponte di condivisione dei nuovi passi e di quelli incrociati, persi, ritrovati... Mi piace inaugurare con una poesia sui PASSI, per l'appunto. Scritta a Tegucigalpa, Honduras, nel giugno 2005, quando già intravedevo un lungo e colorato itinerario sulla mappa della vita in cui ogni giorno abbiamo la fortuna di decidere una direzione - H A C I A D O N D E - ...:

HACIA DONDE

Mis pies cargan cuentos

de juegos,

bailes,

viajes

Cada molde,

un huella

una temple distinta

penetrando estas honduras

de maíz,

café,

fruta

Cada forma

un rumor

un liviano susurro

señalando dónde he ido

y hacia dónde iré.